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Tutti i segreti sul monumento dei Quattro Mori

Acquario di Livorno Tutti i segreti sul monumento dei Quattro Mori

31.03.2017

In fondo a via Grande, davanti alla Vecchia Darsena, si trova una statua curiosa che rappresenta la rinascita di Livorno: il monumento ai Quattro Mori.

Insieme alla casa di Modigliani, alla terrazza Mascagni e al bellissimo
Acquario di Livorno, il monumento ai Quattro Mori è uno dei simboli più conosciuti della città.

 

Se ti fermi a Livorno è d’obbligo una sosta davanti a questo monumento, per trovare il punto esatto dal quale sono visibili tutti e quattro i nasi dei Mori. Leggenda o realtà? Per scoprirlo dovrai recarti di persona in piazza Micheli, ma nel frattempo leggi le curiosità che abbiamo raccolto sulla statua simbolo di Livorno.

 

Chi erano i Quattro Mori?

 

La scultura raffigura Ferdinando I, considerato il fondatore di Livorno, ma a darle il nome sono le figure incatenate al suo piedistallo, i Quattro Mori. Le statue in bronzo realizzate da Pietro Tacca nel Seicento rappresentano quattro pirati incatenati che andavano a completare la statua di Ferdinando I realizzata da Giovanni Bandini alcuni anni prima. Le figure rafforzano l’autorità del granduca rappresentato come protettore del Mediterraneo.  

 

Ma chi erano i Quattro Mori? Pare che per erigere due delle statue il Tacca si sia ispirato a due prigionieri del carcere di Livorno, Morgiano e Alì Saletino. Lo scultore tenne inoltre presenti i numerosi riferimenti artistici dell’epoca e del passato che raffiguravano il tema dei captivi. Pensiamo ad esempio alle sei figure incatenate del monumento funebre a Giulio II realizzato da Michelangelo o al monumento  a Enrico IV di Francia - demolito durante la Rivoluzione francese - a cui lavorò lo stesso Tacca.

 

Demolitela!

 

Il gruppo scultoreo livornese rischiò grosso nel 1799. L’esercito napoleonico di stanza a Livorno vide nel monumento un insulto alla libertà e all’uguaglianza e volevano demolirlo. Fortunatamente dopo tre settimane le truppe ripartirono e i Quattro Mori furono salvi.

 

Il monumento non ebbe mai vita facile: oltre al rischio di demolizione di cui abbiamo parlato, la statua fu spostata diverse volte. Nell’Ottocento fu arretrata di qualche metro, al centro della piazza affacciata sulla darsena. Mentre si parlava di nuovi spostamenti, scoppiò la Seconda guerra mondiale e la statua fu messa al riparo dai bombardamenti. In due parti separate però: il monumento a Ferdinando I andò alla Certosa di Calci, mentre i Quattro Mori al Cisternino di Pian di Rota e poi alla Villa medicea di Poggio a Caiano. Nel 1950, dopo un attento restauro, il monumento tornò finalmente al suo posto, in piazza Micheli.

 

Un monumento incompleto

 

Al monumento dei Quattro Mori manca qualcosa: due fontane gemelle realizzate dal Tacca che non arrivarono mai a Livorno. Sono le fontane raffiguranti dei mostri marini che furono collocate invece in piazza Santissima Annunziata a Firenze.

 

Inoltre, sul piedistallo erano presenti degli ornamenti disegnati da Pietro Tacca: un turbante e altri trofei che furono depredati dalle truppe napoleoniche nel 1799.

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