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I CORALLI

Il corallo rosso

 

Il corallo rosso (Corallium rubrum) è un octocorallo della famiglia Coralliidae, diffuso nel Mar Mediterraneo e nell'Atlantico orientale.

 

Una curiosità sulla parola corallo: alcuni affermano derivi dal greco koraillon, cioè "scheletro duro", per altri invece sempre in greco kura-halos, che significa "forma umana".

 

Si tratta dell’unica specie del genere Corallium che vive nel Mar Mediterraneo, dalla Grecia e Tunisia fino allo Stretto di Gibilterra, Corsica, Sardegna, Sicilia e Baleari incluse. E’ diffuso anche nell’Oceano Atlantico orientale, in Portogallo, alle Canarie, in Marocco e presso l’Isole di Capo Verde.

 

 

Il suo aspetto e la colorazione variano in relazione al luogo ed alla profondità in cui si trova.


Ha bisogno di condizioni di vita particolari: salinità dell'acqua costante, ridotto movimento dell’acqua ed illuminazione attenuata. Il tasso di sedimenti in sospensione nell'acqua, se troppo elevato, ne limita la sopravvivenza.

 

Vive pertanto preferibilmente in luoghi scarsamente illuminati, ombrosi e riparati come grotte, strapiombi e fenditure delle rocce, in profondità dai 20/30 metri fino a 200 metri.

 

 

Il colore che contraddistingue il corallo è generalmente il rosso brillante, anche se a volte si trova bianco, marrone e nero. Spesso forma colonie ramificate che possono superare anche i 20-30 cm di altezza. I coralli hanno uno scheletro calcareo, molto duro e ricercato come materiale per la costruzione di gioielli, ricoperto da uno strato di tessuto molle (cenosarco).

 

Si ciba di plancton e sostanze organiche sospese che sono catturate dai tentacoli dei polipi, a loro volta ricoperti di migliaia di cellule ectodermiche (cnidoblasti) contenente una sostanza urticante che paralizza le prede. I polipi sono bianchi e trasparenti, lunghi solo pochi millimetri con otto tentacoli bordati di appendici pinnate, visibili quando estroflessi per la cattura del cibo.

 

 

La riproduzione di questo animale avviene sia per via asessuata che sessuata: rilascia delle larve che – dopo una fase embrionale di circa 1 mese – si fissano al substrato. La sua crescita è di circa 3-4 cm l’anno in altezza e di 0,50-0,80 mm l’anno in diametro.
 

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Una situazione instabile

 

Anche se il prelievo negli ultimi dieci anni è dimezzato, il corallo rosso del Mediterraneo non se la passa bene. A chiedere attenzione è un pool di ricercatori dell’Unep riunito a Tabarka, in Tunisia per discutere come proteggere meglio questa specie di vegetazione marina, che in Italia si trova nei parchi blu di Capo Caccia in Sardegna, nell'Arcipelago Toscano e a Portofino in Liguria.

 

 

Ogni anno nel Mediterraneo si pescano 70 tonnellate di corallo rosso, una quantità tuttora elevata. A contenere il prelievo selvaggio negli ultimi anni hanno contribuito leggi internazionali e nazionali e anche la rete delle aree marine protette. A rappresentare una minaccia sono però ancora in primo luogo la pesca clandestina, esercitata con strumenti distruttivi come la croce di Sant’Andrea (una sorta di croce di legno, e più recentemente di acciaio, che "ara" i fondali) o direttamente dai sub, ma anche l'inquinamento e il cambiamento climatico che innalza la temperatura delle acque marine.

 

Le popolazioni maggiormente conosciute e sfruttate di corallo si trovano lungo le coste, hanno spiegato gli esperti. "La specie non rientra nella lista rossa della conservazione – dice il direttore del Centro per la biodiversità dell'Unep/Map a Tunisi, Abdel Rahmen Gannoun. Ma il suo alto valore economico o anche semplicemente il fascino che esercita sui sub amatoriali hanno provocato una situazione di supersfruttamento nei fondali più bassi, fino a provocarne la totale scomparsa in alcune zone", come ad esempio nella stessa area di Tabarka e lungo le adiacenti coste algerine.

 

Le colonie di corallo crescono a ritmi lentissimi: per raggiungere un centimetro di diametro un ramo impiega 40-50 anni; ne occorrono 20 in media, comunque, per crescere in altezza di 4 centimetri.

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