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LO SQUALO PINNA NERA LINUTE

Linute, lo squalo pinna nera cieco

All'interno della vasca indo-pacifico che ospita la star - la tartaruga verde "Cuba" - ed un esemplare di pesce napoleone potrete ammirare anche alcuni esemplari di squalo pinna nera, tra cui Linute con una storia singolare e commovente.

 

 

Linute - squalo pinna nera - ha una storia che purtroppo accomuna molte altre specie esotiche spesso acquistate dai privati senza consapevolezza delle condizioni necessarie al loro corretto mantenimento in ambiente controllato.


Questo esemplare ha vissuto per un certo periodo in un locale notturno all’interno di una vasca dalle dimensioni esigue, in un contesto troppo rumoroso e con luci forti e inadatte.

 

 

 

In accordo con le autorità competenti, è stato recuperato dallo staff dell’Acquario di Genova: al momento del recupero Linute aveva entrambe gli occhi feriti e il gozzo tiroideo molto pronunciato, segno di forte malessere dovuto alla scarsa qualità dell’acqua.

 

È stato trasportato presso l’Acquario di Genova dove grazie alle cure veterinarie e allo scrupoloso monitoraggio, ha recuperato quasi completamente lo stato di salute. Purtroppo, porterà con se per sempre il ricordo della precedente “casa” poiché ha perso l’utilizzo di entrambi gli occhi probabilmente a causa dei continui colpi sulle pareti della vasca.

E' arrivato all'Acquario di Livorno nel settembre 2011 ed adesso nuota nella Vasca Indo-Pacifico.
 

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Comportamento

 

Assieme al Carcharhinus amblyrhynchos ed al Triaenodon obesus, è una delle specie di squalo più diffuse nell'ambiente dei reef indopacifici. La specie in questione predomina le acque basse, le altre due quelle più profonde. Nuotatore veloce ed attivo, questo squalo si può incontrare da solo o in piccoli gruppi. Tuttavia, sono stati anche osservati dei raggruppamenti piuttosto numerosi di questi animali.

 

Gli adulti e la maggior parte dei giovani non praticano la segregazione sessuale, tranne nel caso particolare di femmine incinte, che si separano dagli altri squali per partorire. Ciascun individuo mostra una certa fedeltà al proprio habitat, dove può trascorrere anche molti anni di vita.

 

 

Uno studio al presso Palmyra nel Pacifico centrale ha dimostrato come questi squali vivano in un ambiente di circa mezzo chilometro quadrato, uno dei più piccoli tra tutte le specie di squalo. Le dimensioni e la locazione di questo ambiente casa non variano durante la giornata. All'interno di quest'area, dal 3% al 17% rappresenta territori di caccia prediletti che sono occupati in maniera sproporzionata rispetto al resto.

 

La maggior parte della giornata viene occupata nuotando avanti e indietro lungo i bordi del reef, con rare puntate su fondali sabbiosi. La velocità media di nuotata si riduce con l'alzarsi della marea nella notte, forse perché l'acqua fredda rallenta il metabolismo, o perché la caccia diventa più semplice. Gli esemplari di Aldabra tandono a muoversi di più rispetto a quelli di Palmyra, con movimenti registrati per un totale di 2.5 km in 7 ore.

 

 

Una caratteristica peculiare di questa specie di squalo è che è una delle poche che riesce a saltare uscendo dall'acqua con tutto il corpo, un comportamento noto come breaching. È stata inoltre osservata la sua capacità di effettuare il cosiddetto spyhopping, cioè ergersi dalla superficie e guardarsi attorno. A volte questi squali, in particolare i giovani, possono divenire preda di pesci più grandi come cernie, squali grigi del reef e squali tigre, nonché di squali adulti della loro stessa specie. A Palmyra anche gli esemplari adulti evitano gli squali tigre, non avventurandosi nella laguna al centro dell'atollo.

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Dieta

 

Si tratta spesso del più abbondante superpredatore in un ecosistema locale, e per questo ha un ruolo fondamentale nel plasmarne la struttura.

 

La dieta è composta soprattutto da pesci teleosti della barriera corallina, tra i quali spiccano Mugilidae, Epinephelinae, Terapontidae, Carangidae, Gerreidae, Labridae, Acanthuridae e Sillaginidae. Nell'Oceano Indiano sono stati osservati gruppi di questi squali intenti nello spingere banchi di Mugilidae verso la costa in modo da potersene cibare più facilmente.

 

Altri elementi della dieta sono calamari, piovre, seppie, gamberi e stomatopoda, nonché più raramente carcasse di animali morti e piccoli squali e razze.

 

 

Al largo dell'Australia settentrionale, la specie è nota per cibarsi di serpenti marini tra i quali le specie Acrochordus granulatus, Hydrelaps darwiniensis, le specie del genere Hydrophis ed il Lapemis hardwickii.

 

Presso l'atollo di Palmyra invece sono stati documentati attacchi a pulcini di uccelli marini caduti dal nido in acqua. Negli stomaci di questi squali sono inoltre stati rinvenuti resti di alghe, erba marina, coralli, hydrozoa, bryozoa, ratti e pietre.

 

Come avviene per il Carcharhinus amblyrhynchos, diventano eccitati e coraggiosi in presenza di loro simili, e possono cadere vittima di frenesia alimentare. L'alimentazione può essere più frequente durante le ore notturne.

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