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scali ponte di marmo

Il quartiere Venezia a Livorno

Acquario di Livorno Il quartiere Venezia a Livorno

04.12.2017
Venezia a Livorno?

La Venezia Nuova è un quartiere di Livorno l'unico del centro cittadino che, dopo le devastazioni della II Guerra Mondiale,  abbia conservato gran parte dei suoi gioielli storici ed architettonici come chiese e palazzi. Rappresenta il vero centro storico della città, pur non coincidendo col nucleo originario della Livorno dei Medici. 

Ciò che subito salta agli occhi girando per il quartiere sono i numerosi canali e gli edifici con fondazioni sull'acqua realizzate con tecniche importate direttamente dalla laguna veneta che portarono ad identificare il quartiere col nome appunto di Venezia Nuova.

 
La storia
Il castello di Livorno venne ampliato dai Medici sul finire del Cinquecento con lo scopo di renderlo il nuovo scalo portuale della Toscana. Fu Bernando Buontalenti che svolse il progetto, disegnando una città di forma pentagonale circondata da un fossato.

Ben presto l'abitato si rivelò insufficiente per contenere la popolazione, richiamata numerosa da una serie di benefici e privilegi promossi dal Granduca Ferdinando I. Questo motivo ed anche la necessità di dotare Livorno di un quartiere mercantile direttamente collegato con il porto, a fine degli anni venti del XVII secolo si decise di realizzare un nuovo nucleo urbano nelle aree a nord dell'abitato della città. 

L’architetto senese Giovanni Battista Santi ideò per questa zona un piano che la rendeva un nucleo a forte valenza commerciale, con vari magazzini e abitazioni ubicate proprio alle spalle del porto.

Intorno al XVIII secolo, protetto a settentrione dal Forte San Pietro,  si assistette ad un’ulteriore espansione dell'abitato grazie all’ottenimento di nuove aree edificabili con la dismissione di parte della Fortezza Nuova.  In questo periodo furono innalzati importanti edifici quali l'ancora esistente Bottini dell'Olio - un magazzino per l'olio -  e in Via Borra imponenti palazzi come il Palazzo delle Colonne di Marmo, il Palazzo Huigens ed il Monte di Pietà.

Fu nel Settecento che il quartiere assunse un aspetto tardobarocco grazie alla realizzazione di numerose costruzioni religiose come la Chiesa di S. Ferdinando e la chiesa ed il convento di Santa Caterina. 

Tra il XVIII e il XIX Secolo, a fianco al quartiere Venezia Nuova si dette inizio ad un piano per un nuovo nucleo urbano chiamato "San Marco" arricchito dal grande Teatro Carlo Lodovico (o Teatro San Marco) che necessitò per la sua realizzazione di abbattere la prima Porta San Marco e poi edificata presso la storica Stazione Leopolda. 

Anche nel quartiere Venezia Nuova arrivò, a fine del medesimo secolo, una vera e propria violenta epidemia di colera: il sovraffollamento e l'insalubrità dell'aria portarono inevitabillmente alla distruzione di alcuni immobili e l'interramento di un tratto del Canale dei Navicelli. 


Livorno ed il cinema
I bombardamenti della II° Guerra Mondiale purtroppo causarono numerosi e rilevanti danni al quartiere tra cui la distruzione di alcuni palazzi importanti e dello stesso Teatro San Marco. La ricostruzione non fu clemente: enormi condomini di architettura anonima sorsero sulle rovine degli antichi edifici, ma la Venezia Nuova, a differenza del centro cittadino, riuscì a mantenere intatto gran parte del proprio fascino, tanto che per il film Le notti Bianchi di Luchino Visconti i maestri artigiani riprodussero a Cinecittà i caratteristici scorci del quartiere in colossali scenografie. 

“Effetto Venezia”
Ormai da numerosi anni ogni estate, solitamente a cavallo tra luglio ed agosto, il quartiere diventa il centro di una manifestazione folkloristica chiamata “Effetto Venezia” durante la quale le strade sono animate da bancarelle, spettacoli ed eventi culturali. Inoltre la Venezia è sede di una cantina partecipante alle competizioni remiere livornesi.

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