La tartaruga Melissa torna in mare

03/11/2026

LA TARTARUGA MELISSA È TORNATA AL MARE
 
Livorno, 3 Novembre 2026. Questa mattina un esemplare di tartaruga Caretta caretta è tornata in mare, a largo della Meloria, dopo le cure presso il Centro Recupero e Riabilitazione per tartarughe marine dell’Acquario di Livorno.
Melissa è stata avvistata da un diportista il 2 agosto 2026 nelle acque dell’AMP Secche della Meloria in evidente difficoltà.
La tartaruga è stata dotata di un microchip che consentirà di riconoscerla in caso di futuri monitoraggi o recuperi.
 
L’operazione di rilascio - avvenuta nell’ambito dell’attività della rete per il recupero degli grandi vertebrati marini che ARPAT coordina sia per il recupero degli esemplari spiaggiati che per l’attività di monitoraggio dei nidi di tartaruga marina Caretta caretta- è stata coordinata dallo staff dell’Acquario di Livorno, con la ormai consolidata collaborazione con la Guardia Costiera, il supporto del Dott. Marco Saldavori, l’Ospedale Veterinario di Ardenza per le indagini radiologiche e ANPANA Livorno per la logistica.

Si ricorda che chiunque avvisti un esemplare di tartaruga marina in stato di difficoltà deve allertare immediatamente la Guardia Costiera – chiamando il numero 1530 o il 112 – che chiamerà ARPAT per sua valutazione del caso e, se ritiene l'animale vada ad un centro di recupero decide a quale. Per nessun motivo gli esemplari di tartaruga rinvenuti in mare possono essere catturati e issati a bordo di imbarcazioni private.

La storia di Melissa
La storia di Melissa, una tartaruga marina Caretta caretta adulta e di sesso femminile, inizia il 2 agosto 2026 nelle acque dell'AMP Secche della Meloria, quando è stata avvistata da un diportista in situazione di evidente difficoltà ed è stato lanciato l’allarme.
La tartaruga era intrappolata in un fitto groviglio di lenza da pesca che, stringendole il collo e gli arti anteriori, aveva trasformato il suo stesso corpo in una dolorosa prigione. La compressione protratta nel tempo aveva provocato profonde lesioni della cute ed una marcata ipertrofia degli arti anteriori, nei quali la circolazione sanguigna risultava fortemente compromessa.
Grazie al tempestivo intervento della Guardia Costiera di Livorno, Melissa è stata recuperata e trasferita presso il Centro di Recupero e Riabilitazione Tartarughe Marine dell'Acquario di Livorno, dove è iniziata la sua strada verso la guarigione. Le prime cure si sono concentrate sulla rimozione della lenza che la imprigionava. Successivamente, Melissa è stata sottoposta a una serie di accertamenti diagnostici come degli esami radiologici eseguiti presso l'Ospedale Veterinario dell'Ardenza che hanno escluso la presenza di fratture e di ami interni, e definito il quadro clinico. Le cure, definite dal veterinario del centro il Dott. Marco Salvadori, hanno consentito una completa ripresa funzionale dell'animale e la rigenerazione dei tessuti cutanei lesionati.  L'animale che all'arrivo aveva un carapace di 69x67 cm ed un peso di 38 kg, lascia l'acquario con un carapace di 69x67 cm ed un peso di 38,6kg dimostrando di aver recuperato mobilità, forza e condizioni fisiche compatibili con il suo ritorno in natura.

Oltre a Melissa, quest’anno altre tre tartarughe sono state ritrovate intrappolate in grovigli di lenze abbandonati in mare. Una era già morta, mentre due sono state recuperate vive ed ospedalizzate: una è morta qualche giorno dopo, l’altra è stata liberata a settembre sempre dall’Acquario di Livorno (Cristina) Centro Recupero e Riabilitazione per tartarughe marine. Gli attrezzi da pesca continuano a rappresentare un impatto piuttosto gravoso per le tartarughe marine: sempre nel 2026 ben altre 12 tartarughe sono decedute in seguito a catture accidentali.

Tutte le attività di monitoraggio della biodiversità marina in Toscana sono riportate in un Report che ARPAT elabora annualmente; i dati contenuti nell’ultimo Report (link https://www.arpat.toscana.it/pubblicazione/il-monitoraggio-della-biodiversita-marina-in-toscana-nel-2025/) mostrano che delle 80 tartarughe rilevate nel 2025 (tutte appartenenti alla specie Caretta caretta), 53 (il 66%) sono state ritrovate già morte e 27 vive (34%). Di queste ultime, quasi la metà (13) sono state solo avvistate in mare, 2 sono state catturate accidentalmente, 8 sono state recuperate in mare e 4 sulle spiagge. Inoltre, delle 14 tartarughe vive recuperate, 4 sono state subito riportate in mare (tra cui 1 liberata dalla rete che l’aveva intrappolata) e 10 sono state trasferite presso i Centri di Recupero tra cui l’Acquario di Livorno.

CENTRO RECUPERO E RIABILITAZIONE PER TARTARUGHE MARINE
Le tartarughe marine sono animali presenti sul nostro pianeta da 100 milioni di anni, ma per cause diverse, di origine antropica, la loro sopravvivenza è minacciata per questo sono specie protette dalla convenzione CITES.
La loro strategia riproduttiva, non curando né nido né piccoli, ne limita la sopravvivenza e aggiungendo i problemi legati alla pesca, all'inquinamento, all'ingestione di plastica ed al traffico navale, possiamo facilmente capire che la vita di una tartaruga non è affatto una passeggiata; quindi, ha necessariamente bisogno d'aiuto o di persone che la aiutino soprattutto quando si trova nei guai!
Salvarle significa contribuire a mantenere in vita un valido strumento utile alla valutazione dello stato di salute dei mari oceanici. Per questo I.S.P.R.A. insieme al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica ha stilato le "Linee Guida per il recupero, soccorso, affidamento e gestione delle tartarughe marine ai fini della riabilitazione e per la manipolazione a scopi scientifici".

La vocazione dell'Acquario di Livorno per il salvataggio delle tartarughe trova origine ad un’attività partita oltre 30 anni fa: dal 1990, col Progetto Tartarughe Marine per il litorale toscano, fino all'acquisizione nel 2017 - sotto la guida di Costa Edutainment S.p.A. - della deroga come Centro di Recupero e Riabilitazione, l'unico a lunga degenza in Toscana.
Un lavoro che l'Azienda finanzia per dare un contributo tangibile alla salvaguardia dell'ambiente, un lavoro a cui tutti possiamo contribuire facendo nostri questi suggerimenti.
  • Mai gettare plastica né in mare né a terra
  • Navigare mantenendo una distanza di sicurezza in presenza di cetacei e tartarughe
  • Segnalare la presenza dei nidi qualora risultassero le tracce di una tartaruga femmina emersa
  • Segnalare al 1530 gli animali trovati morti o in difficoltà

PER SEGNALAZIONI CHIAMA IL NUMERO 1530
Sezione Studi e Comunicazione
Capitaneria di porto di Livorno
urp.cplivorno@mit.gov.it
- Tel 0586/826001
Valentina Ferrucci
Ufficio Stampa Acquario di Livorno
Costa Edutainment S.p.A.
stampaacquariodilivorno@costaedutainment.com - Tel 0586/269155

 

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